"E' proprio questa illogica, testarda idea che ci siamo messi in testa, l'idea appunto di avere una testa, a confonderci.
Ma è proprio quando ci arrendiamo al fatto incontestabile di non avere una testa che tutto torna a posto".
martedì 26 agosto 2008
domenica 10 agosto 2008
Risposta a "La Lettera"
Ehm, forse avrei dovuto censurare qualcosa, ma in fondo chi se ne frega, no? Io son incredibilmente contenta e orgogliosa di questa amicizia. Ci vediamo più tardi, un cielo pieno di stelle aspetta soltanto tutti i nostri desideri.
"Abbiamo una macchiana che va e il tramonto ci porterà le stelle"
Per la tua gioia e la tua esaltazione ti dirò che la lettera mi è piaciuta molto, davvero tanto pulciottino!! Dovrebbero essercene di più di persone in grado (e con la voglia) di scrivere una lettera come quella... ma forse certe cose si possono scrivere solo dopo aver condiviso tanto. E noi ne abbiamo passate davvero tante insieme, ma mai troppe!!
Noia. Forse è questa la chiave. Il sentirsi annoiate, la ricerca di nuovi stimoli e nuove sensazioni ci porta a non avere pace e a non riuscire ad accontentarci della realtà fiorentina che ci circonda. E forse finiamo davvero per non vedere cosa abbiamo qui attorno...
Però anche in mezzo a quello che indubbiamente abbiamo, c'è qualcosa che manca. Manca l'amore, manca la felicità, mancano a volte le risate.
Sai, le risate, quelle vere, spontanee, quelle dilaganti e incontrollabili, sono tra le cose di cui sento maggiormente la mancanza. A volte son arrivata a chiedermi se fossi ancora in grado di ridere. Forse il problema è che mancano le persone in grado di farmi ridere, mancano quelle che hanno voglia di farlo, mancano quelle che non potrebbero farne a meno. Anche se poi con il mio pulciottino qualche risata arriva ugualmente e mi lascia più leggera, più serena.
Son triste. Non depressa o disperata, però un po' triste si.
Mi sembra di essere invisibile al mondo, del tutto insignificante. In fondo siamo importanti nella misura in cui le persone ci ritengono tali, allora mi chiedo: per chi mai sono importante io? Per chi essenziale?
Almeno il mio pulciottino mi vuole bene, nevvero?!?!?
Anch'io credo che questo viaggio si debba fare e ci credo ogni giorno di più, ci spero ogni giorno di più. Mi spiace averti messo in allarme, ma io non intendevo minimamente rinunciare al viaggio, solo pensarci e parlarne e valutare e vedere un po' cosa ne viene fuori.
New York mi va benissimo come meta per la nostra vita estera. Pure io mi ritrovo a fantasticare su come saranno le nostre giornate, sui pomeriggi passati in mezzo al verde del Central Park a parlare parlare parlare e stupirci di essere lì veramente e ridere delle avventure/disavventure di questi nostri 20anni.
Sono pochi, son tanti, son troppi, son abbastanza.
Però ricordati che anche se sarai bella felice e accasata con il tuo nuovo amore non potrai rinunciare al viaggio, non mi potrai abbandonare e dire: vabbè era un sogno da ragazzine. Primo, non siamo ragazzine, secondo ti trascinerò a forza dovessi caricarti in spalla e portarti a mo di sacco di patate!! Capito?!?!? Nessuna rinuncia è concessa!!! Anche perché ora come ora quel viaggio rappresenta un po' la mia liberazione, se così si può definire, un momento in cui evadere da questa realtà conosciuta e faticosa per conoscerne una nuova nuova nuova.
Anche il solo fatto di conoscere persone nuove che da te non pretendono niente, ma che vogliono conoscerti solo per come sei, per quello che hai da dare, è una cosa che mi da sollievo.
Essere all'altezza delle aspettative di tutti stanca.
Lo so, dovrei fregarmene bellamente del parere altrui, ma è inevitabile, mi lascio condizionare, penso tanto spesso troppo, anche se non sempre, a ciò che faccio e stento a lasciarmi andare, libera e felice, con le persone che non conosco.
È per questo che amo tanto la nostra amicizia, perché ormai ci conosciamo abbastanza da apprezzarci per quello che siamo, da sentirci sempre libere di essere noi stesse, con tutti i nostri difetti (ma anche con i nostri incommensurabili pregi, si intende!!).
Ti voglio tanto bene sai? E davvero me lo domando, a volte, come potrei fare senza la martina?? In qualche modo, inevitabilmente, farei, ma farei molto peggio.
COSMOPOLITE. Mi piace come aggettivo. Lo siamo davvero e per questo, non temere, partiremo.
C'è un'intera laurea prima, ma credo che con un po' di impegno, con qualche schiaffo che ci svegli e ci rammenti il nostro dovere/piacere, ce la potremo fare.
Son contenta di aver passato questo primo anno di infermieristica, un po' arrancando, un po' barcamenandomi tra un ostacolo e l'altro, tra un evento e l'altro, tra una persona e l'altra (!!), in bilico su una fune stretta stretta, come un giovane ed inesperto funambolo, che va avanti tra lo slancio e l'entusiasmo di fare ed imparare e la paura di cadere.
Cadere fa paura, fallire fa paura, vedere allontani persone amate fa paura, restare soli fa paura.
E infatti capita di tornare indietro, di ripensare alle proprie decisioni, di dire "ma forse non era poi così male…"
E invece dovremmo guardare dritto davanti a noi, vivere il presente per crearsi un futuro, staccandosi dal passato, sempre però conservandolo stretto vicino al nostro cuore.
È difficile andare avanti, sembra impossibile anche, ma è qualcosa che ci meritiamo… cose nuove, persone nuove, vite nuove.
Tu ti meriti qualcosa di più di un andrea che non ti capisce e non ti rende felice ed io mi merito (credo) di più di un ray che non mi capisce e non può rendermi felice.
E allora tu prova a salutare andrea "cia' cia' " , che io provo a salutare quell'altro "bye bye" e poi libere e felici (???) verso il nostro futuro.
Dobbiamo attivarci marti, stare attente, attive e vitali, anzi PIENE DI VITA, dobbiamo trovarci le nostre ragioni per essere felici, per alzarci la mattina, per intraprendere e terminare ogni giorno qualcosa.
Lo aspetto con tutto il cuore il NOSTRO viaggio e nel frattempo stringeremo i denti con qualche assaggino… e questo ci porta a febbraio, quando spero davvero riusciremo a fare un piccolo viaggetto, spero di trovare un buco tra tirocinio, esami e lezioni che mi consenta di partire. Naturalmente assieme a te!
Intanto vediamo un po' di rimuginare sulle possibile mete, che dovranno essere abbastanza vicine e possibilmente anche abbastanza economiche, qualche idea?!?!comunque l'importante non è dove andiamo… l'importante è andare, giusto?1?!
Tra meno di una settimana torni a casa, non conto i giorni e le ore, ma ugualmente non vedo l'ora di riabbracciarti. Bacio.
Noia. Forse è questa la chiave. Il sentirsi annoiate, la ricerca di nuovi stimoli e nuove sensazioni ci porta a non avere pace e a non riuscire ad accontentarci della realtà fiorentina che ci circonda. E forse finiamo davvero per non vedere cosa abbiamo qui attorno...
Però anche in mezzo a quello che indubbiamente abbiamo, c'è qualcosa che manca. Manca l'amore, manca la felicità, mancano a volte le risate.
Sai, le risate, quelle vere, spontanee, quelle dilaganti e incontrollabili, sono tra le cose di cui sento maggiormente la mancanza. A volte son arrivata a chiedermi se fossi ancora in grado di ridere. Forse il problema è che mancano le persone in grado di farmi ridere, mancano quelle che hanno voglia di farlo, mancano quelle che non potrebbero farne a meno. Anche se poi con il mio pulciottino qualche risata arriva ugualmente e mi lascia più leggera, più serena.
Son triste. Non depressa o disperata, però un po' triste si.
Mi sembra di essere invisibile al mondo, del tutto insignificante. In fondo siamo importanti nella misura in cui le persone ci ritengono tali, allora mi chiedo: per chi mai sono importante io? Per chi essenziale?
Almeno il mio pulciottino mi vuole bene, nevvero?!?!?
Anch'io credo che questo viaggio si debba fare e ci credo ogni giorno di più, ci spero ogni giorno di più. Mi spiace averti messo in allarme, ma io non intendevo minimamente rinunciare al viaggio, solo pensarci e parlarne e valutare e vedere un po' cosa ne viene fuori.
New York mi va benissimo come meta per la nostra vita estera. Pure io mi ritrovo a fantasticare su come saranno le nostre giornate, sui pomeriggi passati in mezzo al verde del Central Park a parlare parlare parlare e stupirci di essere lì veramente e ridere delle avventure/disavventure di questi nostri 20anni.
Sono pochi, son tanti, son troppi, son abbastanza.
Però ricordati che anche se sarai bella felice e accasata con il tuo nuovo amore non potrai rinunciare al viaggio, non mi potrai abbandonare e dire: vabbè era un sogno da ragazzine. Primo, non siamo ragazzine, secondo ti trascinerò a forza dovessi caricarti in spalla e portarti a mo di sacco di patate!! Capito?!?!? Nessuna rinuncia è concessa!!! Anche perché ora come ora quel viaggio rappresenta un po' la mia liberazione, se così si può definire, un momento in cui evadere da questa realtà conosciuta e faticosa per conoscerne una nuova nuova nuova.
Anche il solo fatto di conoscere persone nuove che da te non pretendono niente, ma che vogliono conoscerti solo per come sei, per quello che hai da dare, è una cosa che mi da sollievo.
Essere all'altezza delle aspettative di tutti stanca.
Lo so, dovrei fregarmene bellamente del parere altrui, ma è inevitabile, mi lascio condizionare, penso tanto spesso troppo, anche se non sempre, a ciò che faccio e stento a lasciarmi andare, libera e felice, con le persone che non conosco.
È per questo che amo tanto la nostra amicizia, perché ormai ci conosciamo abbastanza da apprezzarci per quello che siamo, da sentirci sempre libere di essere noi stesse, con tutti i nostri difetti (ma anche con i nostri incommensurabili pregi, si intende!!).
Ti voglio tanto bene sai? E davvero me lo domando, a volte, come potrei fare senza la martina?? In qualche modo, inevitabilmente, farei, ma farei molto peggio.
COSMOPOLITE. Mi piace come aggettivo. Lo siamo davvero e per questo, non temere, partiremo.
C'è un'intera laurea prima, ma credo che con un po' di impegno, con qualche schiaffo che ci svegli e ci rammenti il nostro dovere/piacere, ce la potremo fare.
Son contenta di aver passato questo primo anno di infermieristica, un po' arrancando, un po' barcamenandomi tra un ostacolo e l'altro, tra un evento e l'altro, tra una persona e l'altra (!!), in bilico su una fune stretta stretta, come un giovane ed inesperto funambolo, che va avanti tra lo slancio e l'entusiasmo di fare ed imparare e la paura di cadere.
Cadere fa paura, fallire fa paura, vedere allontani persone amate fa paura, restare soli fa paura.
E infatti capita di tornare indietro, di ripensare alle proprie decisioni, di dire "ma forse non era poi così male…"
E invece dovremmo guardare dritto davanti a noi, vivere il presente per crearsi un futuro, staccandosi dal passato, sempre però conservandolo stretto vicino al nostro cuore.
È difficile andare avanti, sembra impossibile anche, ma è qualcosa che ci meritiamo… cose nuove, persone nuove, vite nuove.
Tu ti meriti qualcosa di più di un andrea che non ti capisce e non ti rende felice ed io mi merito (credo) di più di un ray che non mi capisce e non può rendermi felice.
E allora tu prova a salutare andrea "cia' cia' " , che io provo a salutare quell'altro "bye bye" e poi libere e felici (???) verso il nostro futuro.
Dobbiamo attivarci marti, stare attente, attive e vitali, anzi PIENE DI VITA, dobbiamo trovarci le nostre ragioni per essere felici, per alzarci la mattina, per intraprendere e terminare ogni giorno qualcosa.
Lo aspetto con tutto il cuore il NOSTRO viaggio e nel frattempo stringeremo i denti con qualche assaggino… e questo ci porta a febbraio, quando spero davvero riusciremo a fare un piccolo viaggetto, spero di trovare un buco tra tirocinio, esami e lezioni che mi consenta di partire. Naturalmente assieme a te!
Intanto vediamo un po' di rimuginare sulle possibile mete, che dovranno essere abbastanza vicine e possibilmente anche abbastanza economiche, qualche idea?!?!comunque l'importante non è dove andiamo… l'importante è andare, giusto?1?!
Tra meno di una settimana torni a casa, non conto i giorni e le ore, ma ugualmente non vedo l'ora di riabbracciarti. Bacio.
domenica 3 agosto 2008
Still Crazy
Shut me out completely,
That would not be such a sin.
Lock up every entry,
Make sure that there’s no way for me to get in
Won’t try to pry them open,
Never mind knock upon your doors.
Truth is that there’s no reason for me to even see your face anymore.
But I need you ears and I need them now I’ve got something to say,
I’m not here today to win you back just to remind you that.
Sure as the rain starts to fall,
Yes I’ll always remember you dear.
And though we don’t talk anymore.
I was crazy for you; yes I was crazy for you, that’s for sure.
Nothings ever easy, I think we both know that it’s true.
I was convinced you loved me, and I was pretty sure that I loved you too,
When was our final moment whats your favourite might have beens.
When was my fatal error that changed the way you thought of me ever since.
Cos I made you smile and I made you laugh, i made nice gestures and surprised you enough?
But I made you come, but I made you cry,
I wish this was true but I’m not gonna lie.
So sure as the rain starts to fall,
Yes I’ll always remember you close
And though we don’t touch anymore.
I was crazy for you; I’m still crazy for you, that’s for sure.
Still crazy for you, still crazy for you, still crazy for you
martedì 29 luglio 2008
La Lettera
"Domani è una lunga autostrada e il tramonto un punto lontano"
Finalmente eccomi qua rispondere alla tua piccola opera su "still searching".
Da quando l'hai postata hai risvegliato in me quel senso di inquietudine, slancio vitale, fibrillazione che questi giorni di noia e ordinarietà avevano messo a tacere. E beh..che dire..hai risvegliato la bestia!!! Mi hai commosso, sarò sincera.
Credo che la fine del percorso delle scuole dell'obbligo ci abbia messo per la prima volta, veramente, di fronte al mondo. Eppure abbiamo fatto le nostre esperienze di viaggio, d'amore (intense per quanto esigue), di amicizia che abbiamo provveduto a mettere avidamente da parte. Ma eravamo sempre immuni da decisioni indipendenti. Il liceo era il limite in cui ci muovevamo. E invece, dopo una mezzora di esame al pianoterra del liceo Russell-Newton ci siamo ritrovate in strada con un pezzo di carta in mano, l'estate davanti per un piacevole viaggio ed una decisione da prendere. E l'abbiamo presa. Un po per caso, per curiosità, disperazione(??)... Ed entrambe abbiamo avuto la fortuna di trovarci piu o meno bene come ambiente, e compagni.
Passano i mesi, gli esami (dati e non dati...eheh), qualche amore assurdo che ti scombussola l'esistenza e i programmi, passa aprile... Cominci a guardarti attorno e ti accorgi che ti stai solo lasciando trasportare dagli eventi, dagli impegni..
E' triste dirlo, ma sono annoiata. Non so bene dove porti questo passare del tempo. Ho sempre la sensazione di perdermi qualcosa (il che per me, come saprai, è l'apocalisse, considerato il triste fatto che riesco a perdere TUTTO). Scivola via il tempo. In una maniera agghiacciante. Per me sono giorni in meno della vita, non giorni in piu. Questa è grave come considerazione...
E hai ragione a parlare di ritmo. E'un ritmo pesante come un macigno questo. Non perche la nostra vita sia particolarmente intensa e travolgente. Proprio perche non lo è. Proprio perchè credevamo (o credo... te nn so) di dare una svolta alle nostre esistenze dopo il liceo. La "vita universitaria"...Me ne aveva parlato tanto bene mio cugino quando mi faceva lezione di guida "eh vedrai martina quando sarai all'universita...Altro che liceo...Metodi di studio e insegnamento diversi, piu affascinanti, tanta gente nuova, il tempo da gestire a modo tuo... E soprattutto le feste..."Quell'imbambito di cugino Alessandro aveva incensato la movida universitaria ripensando alle sue esperienze... E ti devo dire che mi aveva affascinato. Chi non lo sarebbe, a su di guardare improbabili telefilm americani, o semplicemente seguendo con lo sguardo il figo 23enne di turno che scende dal bus con la borsa a tracolla traboccante di libri...eheh
E invece eccoci qua. L'ambiente è diverso. E forse i fighi intriganti e le feste ci sono davvero... Ma il fatto è che noi non siamo cambiate. Forse è solo questione di tempo, prendere i ritmi giusti e godersela a pieno. Questione di tempo...
Silvia, il tempo scivola. Come ti ho detto tante volte, ho paura di svegliarmi e ritrovarmi 30enne. Non lo so perche mi spaventano questi 30 anni... Forse perche, se dio mi concede di trovare la sedia (cambiamento dell'ultimo minuto in seguito all'uscita dell'altra sera....ihih) gemella e un lavoro decente e appagante, cambiano le regole. E la spavalderia giovanile, ancora per poco libera da responsabilita piu grandi, va a farsi benedire.
Forse è solo una paura frutto degli ultimi eventi... Ti danno da pensare la notte. E dirti che puoi fare di piu. Che non è abbastanza come vivi. Non è dignitoso. Per la vita stessa...
Secondo me non ce la godiamo, silvia. Personalmente so quali sono i miei errori. Dove pecco. Il mio peggior difetto è la pigrizia (si..anche il ritardo..lo so...:) ). Dovrei saltare dal letto allegra e pimpante, e invece aspetto sempre che sia troppo tardi. E salto le lezioni, e non studio...
Silvia, non mi sento viva. Ma, per mia grande fortuna, SO quali sono le cose che mi fanno vibrare i polsi nella camicia. So cosa mi fa camminare con passo piu deciso, guardarmi attorno con occhi curiosi. Sono le cose per cui VALE LA PENA. E sulle quali bisogna contare.
Queste cose sono gli affetti, in generale, le amicizie piu care, sono la musica, i VIAGGI, le PERSONE, i CONTATTI UMANI. E' anche per questo che sono soddisfatta di aver scelto lingue. E'importante per me, comunicare, intermediare. Mi piace farmi capire... :)
Questo è quello che mi fa dire: vale la pena.
E allora sono queste le cose a cui devo puntare. Quelle che ti fanno sentire viva.
Credo che questo viaggio dobbiamo farlo silvia. Ci credo tanto. Davvero tanto. Ci potrebbero accusare di fuggire da noi stessi. E invece penso che qua non siamo noi stesse. Penso che, sapendo come sono, e immaginando come tu sia, abbiamo bisogno ogni tanto di camminare in strade diverse col naso all insu (e chissenefrega della merdaccia che sicuramente finira sotto le scarpe...). Perchè abbiamo bisogno del diverso. Perche per noi non è abbastanza quello che abbiamo qui. E soprattutto perche siamo COSMOPOLITE. E ci è insita la necessita fisiologica di sapere cosa c'è altrove, oltre i casermoni e i cani dell'osmannoro, oltre i centri commerciali, oltre Berlusconi.
E' fisiologico il bisogno di sentirsi newyorkesi, londinesi, parigine, scozzesi(...), serbe, ungheresi, russe, yemenite... Mai dimenticando da dove veniamo. Perche amo la mia citta, le sue peculiarita, la campagna e tutto quello, di bello e curioso, che è prettamente toscano, italiano.
Silvia, la laurea dobbiamo prenderla. Io voglio prenderla. Perche in qualche modo saprò riciclarla. E spero di essere utile a qualcuno, a molti, in futuro, per finalità sociali positive. So che avrò le mie difficoltà, i miei tempi, ma non voglio essere stigmatizzata per questo. Ognuno fa il suo percorso. E spero di portare a fondo il mio, in un modo o nell altro.
E poi viene New York. Ci devo tornare, per starci piu tempo. Per vivermela.
Ti dirò che mi hai spaventata l'altra sera quando mi hai parlato dei tuoi, legittimi, dubbi e ripensamenti. Lo so, non è niente di tragico però un po m'ha buttato giù..
Lo so silvia. So che non si puo dire di esser vive e vegete domani, figurati tra tre anni. Però posso permettermi di sognare. E new york nn mi sembra un sogno irrealizzabile.
Silvia, sognamo tanto. Di andar via, di viaggiare, di bazzicare in qualche caffè carino dove fanno ottime torte, e di GODERSELE. E lo voglio realizzare, al di la dei doveri, delle responsabilità del futuro. Perchè, PRIMA DI TUTTO, bisogna VIVERE.
Non ce lo dobbiamo scordare. Non è un discorso banale. Troppe brutte notizie ce lo rammentano. E non possiamo tirare avanti coi paraocchi. Dicendo: mi dispiace. Sono stimoli. Ci urlano che dobbiamo prender la vita in mano. E dargli un qualche senso. Per domani, certo. Ma soprattutto oggi.
Silvia ho paura che dimenticheremo di divertirci, di ridere spensierate. Ho paura che ci lasceremo troppo opprimere dagli impegni, dalle convenzioni.
Non sono discorsi campati in aria silvia. Lo so come sei te, hai i piedi ben piantati in terra a guardare la praticità, e il dovere. Ma ho davvero paura silvia, di dimenticare come si ride.
vabeh...
Il viaggio non bisogna farlo per forza a new york. Ma ci dobbiamo andare, per qualche mese. Non è IL viaggio. Possiamo prenderci un anno di "bona" e dividersi le mete. Niente è per forza. E la vita è lunga(?). L'opportunità di viaggio non finisce con Quel viaggio. Ricordati di conservare la libertà di tirar fuori la valigia che tieni sotto il letto, spolverarla, metterci quattro stracci, qualche libro e partire. E'una libertà importantissima.
Bene. Mo devo partire che mi ma' mi chiama a gran voce.
Ti voglio un gran bene, lo sai.
Quanto sopra sembrà solo un mucchio di belle parole. Puro idealismo. Chissa quanto manterrò vita natural durante di questi "programmi al caminetto"...
Però bisogno pur aver qualcosa in cui credere no? Un ottima variante rispetto a dio... :)
Vadoo!!
ti voglio beneeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! non e lo scordare. sei una persona importante. Se dio vuole ce l'ho.
bacio 'tina
bacio 'tina
giovedì 17 luglio 2008
David Garrett
Marti, perdonami, ma non potevo non metterla!!! Hahahahahahhaha!!
Ormai sei fregata, è qui, in mostra e non ci puoi fare nulla!!!
E contieniti, mi raccomando. Ci vuole contegno!!
...
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